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CERNAMVS · Gioco di pensiero critico

CERNAMVS — La Prova

Quanto sei bravo a distinguere un fatto da un’interpretazione?

Cinque casi. Cinque decisioni. Un solo criterio: non spiegato non significa provato.

Come si gioca

  • Leggi il caso.
  • Scegli l’ipotesi che ritieni più solida.
  • Apri “Verifica la prova”.
  • Assegnati 1 punto per ogni scelta corretta.

Obiettivo: distinguere evento, fonte, interpretazione e ipotesi senza trasformare l’incertezza in una conclusione.

Caso 1 — La voce nella registrazione

In una registrazione ambientale compare una breve voce che nessuno ricorda di aver pronunciato. L’audio è disturbato e il significato sembra emergere solo dopo diversi ascolti.

A. È una comunicazione paranormale.
B. È una prova di vita dopo la morte.
C. È un’anomalia da analizzare prima di attribuirle un’origine.

Verifica la prova

Risposta: C. Una registrazione insolita è un dato, non una spiegazione. Prima servono controllo del file originale, ambiente, apparecchiatura, possibili interferenze e confronto indipendente.

Caso 2 — La fotografia impossibile

Una fotografia mostra una figura che il fotografo sostiene non fosse presente al momento dello scatto. L’immagine è stata condivisa sui social ma il file originale non è disponibile.

A. La fotografia dimostra la presenza di qualcosa di inspiegabile.
B. Senza originale e metadati, la capacità probatoria è molto limitata.
C. Più persone la condividono, più aumenta la sua attendibilità.

Verifica la prova

Risposta: B. Una copia social può essere compressa, ritagliata o modificata. Senza file originale, contesto e provenienza, non possiamo stabilire con sufficiente affidabilità che cosa rappresenti.

Caso 3 — La coincidenza

Pensi intensamente a una persona che non senti da mesi. Dieci minuti dopo ricevi un suo messaggio.

A. È telepatia.
B. È sicuramente una coincidenza priva di interesse.
C. L’evento è reale, ma da solo non permette di stabilire il meccanismo che lo ha prodotto.

Verifica la prova

Risposta: C. Il fatto può essere sorprendente, ma una singola coincidenza non distingue tra caso, frequenza delle occasioni, selezione della memoria e altre ipotesi.

Caso 4 — La frase attribuita a uno scienziato

Un post molto condiviso riporta una frase straordinaria attribuita a un famoso scienziato. Non viene indicato libro, intervista, anno o fonte primaria.

A. Se la frase è plausibile, può essere usata.
B. La popolarità del post è una verifica sufficiente.
C. Bisogna risalire alla fonte originale prima di citarla come autentica.

Verifica la prova

Risposta: C. Una citazione richiede una fonte verificabile. Se la fonte primaria non emerge, l’attribuzione va indicata come non confermata.

Caso 5 — Il video perfetto

Un video mostra un evento eccezionale con immagini molto nitide. Non presenta tagli evidenti e migliaia di utenti scrivono che “non può essere falso”.

A. L’assenza di difetti visibili dimostra l’autenticità.
B. Bisogna verificare provenienza, data, versione originale e possibili manipolazioni, comprese quelle generate con AI.
C. Se gli utenti non trovano errori, il video è autentico.

Verifica la prova

Risposta: B. “Sembra vero” non equivale a “è verificato”. Provenienza, contesto e tracciabilità contano almeno quanto l’aspetto visivo.

Il tuo risultato

  • 0–1 punti — Intuizione: la prima impressione pesa ancora più della verifica.
  • 2–3 punti — Osservatore: distingui spesso fatto e spiegazione, ma il metodo può diventare più sistematico.
  • 4 punti — Investigatore: controlli fonti, alternative e provenienza prima di concludere.
  • 5 punti — Metodo CERNAMVS: separi fatto, fonte, interpretazione e ipotesi senza trasformare l’ignoto in prova.

Il dubbio non serve a negare. Serve a capire cosa sappiamo davvero.

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