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GIANLUCA FARINA · GF ECOSYSTEM

Gianluca Farina — autore e fondatore di GF Ecosystem

Come autore e scrittore, Gianluca Farina sviluppa libri e progetti che collegano editoria, pensiero critico, cultura digitale e innovazione.

Gianluca Farina sviluppa libri, contenuti e progetti digitali attraverso GF Ecosystem, collegando narrativa, ricerca, servizi editoriali, presenza digitale e uso consapevole dell’intelligenza artificiale.

Gianluca Farina · Autore e fondatore di GF Ecosystem.
Gianluca Farina nel contesto visivo di GF Ecosystem con firma autografa integrata senza riquadro

Gianluca Farina · GF Ecosystem

Libri, ricerca, cultura digitale, intelligenza artificiale e creatività riuniti in un unico ecosistema.

Autore e progetti editoriali

La produzione editoriale si sviluppa lungo due direzioni complementari: Archivio Nero, dedicato a thriller psicologici e documentali, e CERNAMVS, dedicato a pensiero critico, filosofia contemporanea, fonti, conoscenza e ricerca.

Archivio Nero

Thriller psicologici e documentali costruiti attorno a indizi, documenti, identità e sistemi invisibili.

Entra in Archivio Nero →

CERNAMVS

Libri e percorsi sul dubbio, la conoscenza, la filosofia, la scienza e il rapporto tra fonti, interpretazioni e ipotesi.

Esplora CERNAMVS →

GF Ecosystem

GF Ecosystem è l’ecosistema editoriale, culturale, creativo e digitale che riunisce progetti distinti sotto una regia comune. Farina Digital opera come Digital & AI Lab interno per audit, workflow, SEO, analytics e sperimentazione applicati ai progetti proprietari; Farina EditLab è il ramo tecnico-editoriale per valutazione manoscritti, editing, impaginazione, copertine e self-publishing; Stanza Sospesa è il progetto musicale pubblico e reparto sonoro dell’ecosistema.

Approfondimenti e ricerca

Gli articoli e approfondimenti collegano intelligenza artificiale, cultura digitale, libri, tecnologia, editoria e società. L’obiettivo è distinguere dati, fonti, interpretazioni e ipotesi prima di arrivare alle conclusioni.

Da lettore ad autore: il mio percorso

Ricordo che ero adolescente e che i fumetti mi incuriosivano molto. In particolare, mi affascinavano quelli che appartenevano a mio padre: un’intera collezione di Tex, a partire dal numero 1.

Quando terminai di leggere la sua raccolta, iniziai a comprare personalmente fumetti in edicola. Arrivarono così Topolino, Paperino e altri personaggi che, poco alla volta, alimentarono la mia curiosità per le storie, per le immagini e per la lettura.

Ripensandoci oggi, mi accorgo che già allora c’era qualcosa che mi attirava in modo particolare: le storie nelle quali non tutto era immediatamente visibile, quelle in cui rimaneva qualcosa da scoprire, un mistero, un dettaglio nascosto, una domanda senza una risposta immediata.

Crescendo ebbi un’altra influenza importante. Una mia zia scriveva poesie, alcune delle quali furono anche pubblicate. Io la aiutavo a trascriverle al computer, a sistemarle nei file Word e a correggere i testi. Fu probabilmente in quel periodo che acquisii da lei una certa sensibilità verso la scrittura poetica.

Quella vena mi accompagnò per molti anni. A un certo punto aprii anche una pagina Facebook dedicata ai miei pensieri e alle mie parole. Non conoscevo strategie di marketing, algoritmi, tecniche di comunicazione digitale o meccanismi dei social network: scrivevo semplicemente quello che mi passava per la mente. Eppure, in relativamente poco tempo, quella pagina arrivò a raccogliere circa 6.000 follower.

Il primo libro che ricordo di aver letto integralmente fu Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Erano ancora gli anni della scuola. Lo lessi durante le vacanze estive, alternando il mare, il riposo e quelle pagine. Non avevo particolari ambizioni da lettore. Ero prossimo al diploma e avevo semplicemente incontrato una storia capace di tenermi compagnia.

Successivamente arrivò una lettura decisamente più impegnativa: Il nome della rosa di Umberto Eco. Lo vidi in edicola, mi incuriosì e lo comprai. Anche in quel caso, guardandolo oggi con occhi diversi, ritrovo alcuni elementi che sarebbero tornati molte altre volte nei miei interessi: il mistero, la ricerca della verità, l’interpretazione dei fatti, i simboli, le conoscenze nascoste e il dubbio.

Da allora i miei interessi si sono allargati continuamente. Mi sono appassionato ai thriller, ma nel tempo ho letto anche romanzi, biografie, libri di psicologia, crescita personale e professionale, spiritualità, marketing, comunicazione, tecnologia, filosofia e molti altri argomenti.

Dove c’è un libro, c’è cultura.

La domanda che ha cambiato tutto

Poi, un giorno, mio figlio mi disse: “Papà, perché non scrivi un libro?”

Una domanda semplice, ma sufficiente per aprire una strada. Da lì nacque l’idea di creare qualcosa di mio, di provare a trasformare in parole tutto ciò che avevo imparato negli anni, quello che avevo letto, osservato, vissuto e soprattutto quello che sentivo dentro.

I primi libri li scrissi velocemente, senza una preparazione tecnica specifica. Avevo soprattutto storie da raccontare e il desiderio di metterle nero su bianco. Poi compresi che scrivere non significa semplicemente avere una buona idea.

Cominciai quindi ad approfondire la struttura narrativa, la costruzione dei personaggi, il ritmo, la suspense, il punto di vista, la revisione, la riscrittura e il rapporto tra autore e lettore. In altre parole, iniziai a studiare la scrittura.

Archivio Nero: thriller, mistero e zone d’ombra

La mia prima direzione fu il thriller. Da questa scelta nacque Archivio Nero, il mio progetto editoriale dedicato alla narrativa thriller, al mistero, all’indagine e alle zone d’ombra dell’essere umano.

Archivio Nero non è nato come una semplice raccolta di libri. Nel tempo è diventato un vero progetto editoriale, con opere pubblicate e un piano di sviluppo per i prossimi anni. Nei miei thriller cerco di costruire storie nelle quali il lettore non debba limitarsi a seguire gli eventi, ma possa interrogarsi continuamente su ciò che sta realmente accadendo.

CERNAMVS: distinguere, osservare, interrogarsi

Ma, dopo i primi libri, mi accorsi che quella dimensione narrativa cominciava a starmi stretta. Avevo troppe domande: sulla verità, sulla memoria, sulla percezione, sulle convinzioni, sulla psicologia, sulla spiritualità, sulla scienza, sulla tecnologia e sul modo in cui costruiamo ciò che definiamo realtà.

Da questa ricerca nacque CERNAMVS. Il nome deriva dal latino cernamus, dal verbo cernere: distinguere, discernere, separare ciò che appare da ciò che può essere osservato con maggiore attenzione.

CERNAMVS nasce dall’esigenza di osservare, verificare, distinguere e interrogarsi. Non per imporre una risposta, ma per costruire domande migliori.

Con CERNAMVS affronto temi che spesso si trovano sul confine tra ciò che sappiamo e ciò che crediamo di sapere: scienza e filosofia, psicologia e condizionamento, memoria, percezione della realtà, spiritualità, fenomeni non spiegati, tecnologia, intelligenza artificiale, informazione, comunicazione, manipolazione, storia, società e grandi domande dell’esistenza.

Il metodo parte da un principio semplice: fatto, fonte, interpretazione, ipotesi. Cerco di distinguere ciò che è documentato da ciò che è interpretazione, ciò che possiamo verificare da ciò che rimane una possibilità. “Non spiegato” non significa automaticamente “paranormale”. E “creduto da molti” non significa necessariamente “vero”.

Come faccio a sapere che è vero?

Libri, fumetti, video e narrazione transmediale

Con il tempo mi sono accorto che anche il modo in cui racconto sta cambiando. Sto tornando, in qualche modo, alle mie origini: ai fumetti, alle immagini, agli episodi, alle storie con qualcosa da scoprire dietro la superficie.

Per questo alcuni progetti possono estendersi in forma transmediale: libri, articoli, fumetti e graphic narrative, episodi video, contenuti audio e strumenti digitali. Ogni estensione viene sviluppata solo quando il formato aggiunge valore e supera il relativo gate editoriale o produttivo.

Il libro rimane centrale, ma non è più necessariamente l’unico punto di ingresso nella storia. Un lettore può arrivare da un video, da un’immagine, da un episodio, da un fumetto, da una domanda. E poi decidere di approfondire.

Ripensando al ragazzo che leggeva i fumetti appartenuti a suo padre, mi accorgo quindi che forse il percorso non è cambiato quanto pensavo. Mi hanno sempre attirato le storie in cui bisogna osservare meglio, quelle nelle quali qualcosa rimane nascosto, quelle che costringono a collegare elementi apparentemente lontani, quelle che lasciano una domanda anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.

Oggi provo semplicemente a costruirle io.

Sono Gianluca Farina. Scrivo libri, sviluppo progetti editoriali e utilizzo scrittura, ricerca, psicologia, cultura, tecnologia e intelligenza artificiale come strumenti per esplorare storie, idee e domande.

Archivio Nero racconta il mistero. CERNAMVS prova a interrogarlo.

Due strade diverse, ma entrambe nascono dalla stessa cosa: la curiosità.