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Il caso reale è più preciso della leggenda
Cambridge Analytica è diventata il simbolo della relazione tra dati personali, social network e politica. Ma l’affermazione “un algoritmo ha deciso un’elezione” è molto più forte di ciò che gli atti ufficiali possono dimostrare.
Fatto verificato
La Federal Trade Commission statunitense ha concluso che Cambridge Analytica utilizzò pratiche ingannevoli nella raccolta di informazioni personali provenienti da utenti Facebook e dai loro contatti, destinate anche a servizi di profilazione elettorale e pubblicità mirata.
La FTC descrive un’app che raccolse dati da centinaia di migliaia di utenti diretti e, attraverso le regole della piattaforma allora vigenti, da decine di milioni di loro amici. L’autorità contestò inoltre dichiarazioni ingannevoli su quali dati identificativi venissero effettivamente raccolti.
Il rapporto britannico
L’Information Commissioner’s Office condusse una più ampia indagine sull’uso dei dati analitici nelle campagne politiche. Il caso contribuì a rendere centrale il tema della trasparenza nella profilazione e dell’uso dei dati personali a fini politici.
Che cosa non è dimostrato
Gli atti documentano raccolta, trattamento e utilizzo dei dati e pratiche considerate ingannevoli. Non costituiscono da soli una prova che un singolo sistema di profilazione abbia determinato in modo misurabile l’esito di una specifica elezione.
Stato del dossier
PRATICHE DI RACCOLTA E PROFILAZIONE DOCUMENTATE / IMPATTO ELETTORALE DIRETTO NON QUANTIFICABILE CON CERTEZZA.
Fonti ufficiali
Federal Trade Commission · ICO — Report to Parliament.
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