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Prologo
Prima c’era la mano.
La mano grande del papà, calda, con le dita che si chiudevano tutte intorno alle sue. Poi la mano non c’era più, e al suo posto c’era l’aria.
Eveline alzò gli occhi.
In alto le luci erano bianche e ronzavano, appese a fili che non finivano mai. In basso c’erano le gambe. Tante gambe.
